“IL CUORE CHE PENSA”: RICORDANDO LUCA BASSI

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Serata tra musica e parole Venerdì 8 Maggio al teatro San Rocco di Voghera

il cuore che pensaCinque donne che si raccontano su un palcoscenico attraverso il canto, la musica, la poesia: questa la serata in programma Venerdì 8 Maggio al Teatro San Rocco di Voghera ricordando Luca Bassi, il giovane psicologo di Torrazza Coste scomparso nel Novembre 2011, a causa di un linfoma. I suoi genitori e gli amici non lo hanno mai dimenticato, hanno anche dato vita ad una associazione che raccoglie fondi in vari momenti dell’anno a favore di PAVIAIL, sezione pavese dell’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma (AIL). I protagonisti della serata saranno Carmen Pupillo (canto), Laura Trimarchi (voce recitante), Elena Cecconi (flauto), Paola Biondi e Debora Brunialti (piano duo). “Il Cuore che pensa” è un percorso che si snoda attraverso brani di G. Bizet, B.Godard, E. Piaf, Musica del Nord Europa, I.Clarke, A.Canonici, A.Piazzolla, D. Modugno e testi di grandi autori quali A. Merini, W. Szymborska, F. Khalo, M.Desbordes-Valmore, F. Pessoa, Ibn Hazm, S. Vestene con un filo conduttore risonante, dolce ma potente: il suono, che attraversa, in un viaggio evocativo nella nostra interiorità, territori sia immaginati che reali, e ci conduce, ci svela ed infine ci rivela. La musica, il canto e la parola dunque sono il mezzo che ci permette di intraprendere questo viaggio in luoghi segreti: quelli della nostra anima. “Luca amava molto suonare il pianoforte, in particolare Chopin. La musica ha sempre accompagnato la sua vita, anche i suoi ultimi momenti, nel letto di una stanza del reparto di Ematologia del Policlinico S. Matteo di Pavia” ricorda mamma Piera, che con papà Lorenzo è instancabile promotrice di iniziative benefiche. Come la serata di Venerdì 8 Maggio, un incontro di cinque donne, che vuole restituire attraverso un percorso sonoro ma anche gestuale la magia di sensazioni ancestrali: quelle di un’ampia risonanza, di una molteplicità del suono, di eterno movimento. Affinché la musica possa arrivare col suo linguaggio più colto e ricercato, ma anche con la potenza unica dell’istinto e della passione. Il flauto e le voci del canto e della recitazione giocano e si intrecciano con le quattro mani pianistiche, in un viaggio della mente, del cuore, delle emozioni, proponendo brani raffinati eseguiti o rielaborati con fantasia ed improvvisazione.