CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTO 28-03 ORE 20

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5BEAA1CC-3A1C-4283-904A-4F8E4AD36BCFCONTE: RISORSE AI COMUNI PER AIUTO A PERSONE IN DIFFICOLTA’. GUARITI QUASI TRIPLICATI, IN CALO IL NUMERO DELLE VITTIME E CONTAGIATI. VERSO MISURA PROROGHE RESTRITTIVE OLTRE IL 3 APRILE (Tutte le notizie anche sul sito diegobianchinews.it @copyright)
CONTE – “Siamo consapevoli che tanti italiani soffrono: rendiamo immediatamente disponibili 4,3 miliardi per i Comuni per poter aiutare le persone più in difficoltà a reperire generi alimentari e prodotti di prima necessità. Aggiungiamo 400 milioni per bonus spesa distribuiti ai Comuni. Rafforzate le misure per le donazioni. Lavoriamo per azzerare burocrazia, assicurare liquidità ad imprese, famiglie, lavoratori e pagamento cassa integrazione entro il 15 Aprile. Mi batterò per ottenere dall’Europa una risposta forte”. Sulla ripresa delle attività produttive mi confronterò con il comitato tecnico-scientifico, proseguirà la chiusura delle scuole oltre il 3 Aprile. Per noi l’obiettivo prioritario rimane la salute dei cittadini.
PROTEZIONE CIVILE – Dopo essere risultato negativo al tampone è tornato al suo posto il commissario per l’emergenza coronavirus Angelo Borrelli. Questi i numeri odierni: sono 12.384 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.434 in più di ieri, quasi triplicato, poiché ieri l’aumento era stato di 589. Sono complessivamente 70.065 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.651 (il più basso). Venerdì l’incremento era stato di 4.401. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 92.472. Sono 3.856 i malati ricoverati in terapia intensiva, 124 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.319 sono in Lombardia. Dei 70.065 malati complessivi, 26.676 sono poi ricoverati con sintomi e 39.533 sono quelli in isolamento domiciliare. Superate le diecimila vittime in Italia per il coronavirus: sono 10.023 i morti, con un aumento rispetto a ieri di 889. Venerdì l’aumento era stato di 969. Borrelli precisa: “Sicuramente se non fossero state adottate misure drastiche di contenimento avremmo ben altri numeri e le strutture sanitarie già in condizioni critiche sarebbero in stato drammatico. Sarebbe stata una situazione insostenibile”.
LOMBARDIA – In Lombardia i casi di contagio da coronavirus salgono a 39.415 (2.117 in più rispetto a venerdì), mentre i morti raggiungono quota 5.944 (+542). Cala la crescita dei ricoveri: 11.152 (+15), di cui 1.319 in terapia intensiva. Lo ha riferito l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera. E’ quasi pronto l’ospedale da campo di Bergamo: qui è preoccupante la situazione delle case di riposo e dei centri diurni che in soli venti giorni hanno visto oltre 600 decessi su 6.400 posti letto. Ecco i dati per provincia: Bergamo 8349 (+289), Brescia 7678 (+373) Como 903 (+87), Cremona 3605 (+109), Lecco 1316 (+106), Lodi 2029 (+23), Monza 2086 (+138), Milano 7783 (+314), Mantova 1484 (+86), Pavia 1867 (+165), Sondrio 388 (+26), Varese 768 (+57). In fase di verifica 1149.
PROROGA – “Se andiamo a vedere i dati di ieri, mi viene da pensare che la data del 3 aprile sia troppo ravvicinata per dire che verrà riaperto tutto”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “La situazione – ha aggiunto – è seguita a vista e quindi le decisioni verranno prese man mano che la situazione sarà più tranquilla come numeri di decessi e contagi”. Il Paese – spiegano i virologi – sarà “effettivamente al sicuro solo quando l’indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando una persona positiva avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà”.
CHI ARRIVA IN ITALIA – Chiunque arrivi in Italia su aerei, navi, treni o veicoli “è tenuto a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco una dichiarazione che, specifichi i motivi del viaggio, l’indirizzo completo dell’abitazione dove sarà svolto l’isolamento fiduciario”. E’ una delle disposizioni che entrano in vigore oggi per chiunque faccia ingresso nel nostro Paese per contrastare il diffondersi del coronavirus. Vettori e armatori dovranno anche misurare la temperatura dei passeggeri e dotarli di mascherine. A stabilirlo un’ordinanza del Mit e del ministero della Salute.
CHIESA – Le persone che vogliono andare in chiesa possono farlo perché “non è prevista la chiusura delle chiese” ma “al fine di limitare gli spostamenti dalla propria abitazione” è “necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, ovvero per situazioni di necessità”. In altri termini, si può andare in chiesa solo sulla strada che conduce al lavoro o al supermercato o farmacia. Lo precisa una nota del Viminale inviata alla Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre i matrimoni in chiesa “non sono vietati” ma a condizione che “il rito si svolga alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i celebranti”.
FIORI E PIANTE – In Lombardia non riapriranno i negozi di fiori e piante ma le attività potranno consegnare a domicilio e la regione invita i supermercati a mettere in vendita fiori, piante e materiale da giardinaggio di filiera italiana per sostenere il settore. Non è invece ammessa, in regione, l’apertura dei punti vendita al dettaglio.
CARTOLERIA – Il governo raccoglie l’appello del sindaco di Milano Beppe Sala il quale, facendosi portavoce dell’istanza di numerose famiglie aveva chiesto che venisse consentito ai supermercati di vendere i prodotti di cartoleria. Oggi è arrivato l’ok: sarà possibile acquistare panne, matite, quaderni sebbene non siano considerati nel decreto beni essenziali.
INFINE: RICORDATEVI STANOTTE DI SPOSTARE AVANTI DI UN’ORA LE LANCETTE DELL’OROLOGIO. ENTRA IN VIGORE L’ORA LEGALE.
RICAPITOLIAMO: ALIMENTARI E FARMACIE SEMPRE APERTI, NIENTE ASSALTO AI SUPERMERCATI. SI ESCE SOLO PER NECESSITA’ DI LAVORO, DI SALUTE, PER FARE SPESA. DIFFONDIAMO SOLO NOTIZIE CERTE, EVITIAMO PSICOSI E DIFFIDIAMO DA CHI SUI SOCIAL SPARGE NOTIZIE CHE NON ARRIVINO DA REGIONE, PREFETTURA, PROTEZIONE CIVILE O GOVERNO.
Ecco i numeri utili: 1500 (Ministero Salute), 800894545 (nuovo numero verde di Regione Lombardia) e 112 (di emergenza, da non intasare).